Psicoterapia Gestalt

“La psicoterapia non cambia la tua poltrona, ma ti sostiene nell’esplorazione creativa di nuove posizioni fino a trovare la tua comodità.”

La vita e i nostri comportamenti sono governati dal processo che gli scienziati definiscono omeostasi, meglio conosciuto come adattamento. Mediante il processo momeostatico l’organismo conserva il suo equilibrio e quindi la sua salute in condizioni variabili. L’omeostasi è pertanto il processo con cui l’organismo soddisfa il propri bisogni. Dal momento che i bisogni sono molteplici, e visto che ogni bisogno smuove l’equilibrio, il processo omeostatico è sempre in atto. Tutta la vita è caratterizzata da questo gioco costante di equilibrio e squilibruio all’interno dell’organismo.

Quando il processo omeostatico fallisce in una certa misura, quando l’organismo rimane troppo a lungo in uno stato di squilibrio ed è incapace di soddisfare I suoi bisogni, si ammala. Potremmo chiamare l’omeostasi il processo di autoregolazione, ossia il processo mediante il quale l’organismo interagisce con il suo ambiente.

Oltre ai bisogni fisiologici, l’organismo possiede bisogni psicologici di contatto; questi ultimi si fanno sentire ogni volta viene disturbato l’equilibrio psicologico, così come i bisogni fisiologici si fanno sentire ogni volta che viene disturbato l’equilibrio fisiologico. Gli esseri umani hanno migliaia di tali bisogni sia ad un livello fisiologico che ad un livello sociale.

Intervista al Dott. Paolo Quattrini, Direttore dell’istituto Gestalt Firenze.

Altro concetto fondamentale in psicoterapia della Gestalt è quello di Polarità inteso come bisogni diversi che abitano la persona e che possono essere in contrasto fra loro. Quando due polarità non comunicano o comunicano in modo non funzionale emerge all’attenzione della persona un sintomo. Con il lavoro terapeutico è possibile creare un dialogo interno fra polarità giungendo o ad un compromesso fra i desideri delle due parti o ad una sintesi in cui si giunge ad un punto nuovo e creativo che soddisfa entrambe le istanze e che è diverso dalla somma delle due.

Uno dei fatti più evidenti nell’uomo è che esso costituisce un organismo unificato: processi fisiologici e processi mentali sono integrati. La concezione olistica ci permette di considerare i lati psichici e fisici del comportamento umano non come entità indipendenti che potrebbero esistere indipendentemente dagli esseri umani o ciascuno per conto proprio, conclusione logica. Quello che facciamo è inseparabile da quello che pensiamo e da ciò che sentiamo.

Le nostre azioni sono efficaci quando sono dirette al soddisfacimento di un bisogno che in quel preciso istante risulta dominante. Se per qualche disturbo del processo omeostatico, la persona è incapace di intuire i propri bisogni dominanti o di usare il proprio ambiente per soddisfarli, l’individuo si comporterà in maniera inefficace. Molte delle persone soffrono o sono insoddisfatte del proprio ambiente e delle proprie relazioni in quanto la loro autentica scala dei bisogni è offuscata e poco chiaro. Uno dei compiti della psicoterapia è mettere in contatto la persona con propri bisogni psicologici e aiutarla nella ricerca di nuove strategie per soddisfarle.

In terapia la persona ha la possibilità di allenare la propria consapevolezza ponendo attenzione su questi punti fondamentali: cosa fa, cosa sente, cosa vuole, cosa evita e cosa si aspetta.

In Gestalt non è importante andare a scoprire il “Perchè” dei comportamenti attuali della paresona in quanto quello che siamo oggi è il risualtato di milioni di esperienze piccole e grandi che abbiamo fatto nella nostra vita e di moltissime piccole e grandi relazioni con altri esseri umani. Quello che in Gestalt è importante è il “Come” inteso come il modo, il processo, i passaggi interni ed esterni che attraversiamo durante il compimento di un azione. Nel “Come” troviamo moltissime informazioni che aiutano la persona a prendere consapevolezza del proprio funzionamento e a conoscersi così come è. Dopo aver esplorato il “Come” è più semplice trovare risposte al “Perchè”.

Per andare a vedere il “Come” è necessario che l’attenzione sia del terapeuta che del paziente sia focalizzata sul Qui e Ora, cioè sul momento presente vissuto da entrambi nella seduta e per momento presente si intende “secondi e metri quadri”. La pratica del Qui e Ora è anche un ottimo allenamento per la persona che può imparare ad autosservarsi sia nel tempo della seduta che fuori nella sua vita quotidiana.

Lo spazio della seduta diventa una sorta di “palestra protetta” in cui fare esperienza di sè, della relazione con se stessi e della relazione con l’altro.

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